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  • Il marsupio. Gioie e dolori.

    Ebbene sì. Il marsupio sta diventando il mio accessorio del cuore. Quanti di voi lo amano? Quanti lo odiano?

    Sarà che mi ricorda mio papà, gli anni ’80, la praticità, la comodità… E voi direte: “ma l’estetica? ” Pure questo è vero.

    Ci sono delle priorità nella nostra esistenza ed ognuno di noi, almeno una volta nella vita, viene messo a dura prova e viene messo davanti ad un bivio.

    Vivo ad Atene, una grande città. Per sopravvivere, hai necessità di uno spirito pratico e per tenere i miei pochi averi al sicuro, ho pensato che questo potesse essere la soluzione a tutto.

    Inoltre la mia pigrizia, necessita di essere aiutata e quindi quando cammino, quando viaggio, quando vado al mare, in montagna… Ovunque, ho necessità di avere tutto il necessario a portata di mano.

    Oltre l’aspetto pratico ha anche un aspetto primitivo.

    Ho cercato quindi la definizione di marsupio nel dizionario Garzanti e lo definisce:

    1. (zool.) borsa ventrale aperta all’esterno, in cui le femmine dei marsupiali tengono i neonati, che nascono in forma di embrione, fino a quando non completano lo sviluppo e poi per tutto il periodo dell’allattamento

    2. piccola borsa con una cintura che serve a legarla alla vita

    Ha quindi subito uno sviluppo assai interessante, da una borsa ventrale, ad una borsa utilizzata dai primitivi per inserire gli attrezzi di caccia… Fino ad arrivare a noi, a me, che nella giungla della quotidianità, abbiamo necessità di avere tutti gli attrezzi del mestiere a portata di mano: il cellulare e le chiavi di casa. La base.

    Buona praticità a tutti.

  • Non ho mai attaccato (un) Bottone

    Non ho mai attaccato (un) Bottone

    Ebbene sì, non avevo mai attaccato un bottone.

    Ieri mia nonna materna avrebbe compiuto 100 anni.

    Ricordo con amore la sua macchina da cucire, i pomeriggi passati a casa sua. Lei che mi faceva infilare il filo nell’ago, perché ci vedevo bene!

    Mentre lei cuciva io osservavo e guardavo la sua grandissima scatola di bottoni.

    Scatola che poi è andata in eredità a mia mamma e (purtroppo) a me.

    Per chi non lo sapesse io amo fare shopping nei negozi vintage, insomma i negozi dell’usato, mercatini… Penso che alcuni vestiti raccontino le storie dei suoi precedenti possessori.

    Poi ho trovato lei, con dei bottoni grigi usurati ed ho deciso di prendere la scatola dei bottoni ed utilizzarne di vecchi.

    Sono felicissima.

  • Detersivo bucato handmade

    Mousse di sapone di Marsiglia

    Qui ad Atene, come nel resto d’Europa, il caldo inizia a farsi sentire e dalle 6:00 di questa mattina sono operativa.

    Da molto tempo per il mio bucato e per le mie creazioni, utilizzo il detersivo per lavatrice fatto in casa.

    Quando compro le stoffe le bagno sempre, questo perché: 1) alcuni tessuti si restringono. Quindi se cuciamo un accessorio che successivamente verrà lavato dai clienti, è meglio lavarlo prima, onde evitare rotture di cuciture o deformazioni. 2) I magazzini dove stazionano le nostre stoffe possono essere luoghi impolverati e io voglio lavorare con tessuti puliti.

    In rete ho trovato un milione di ricette e dopo mille tentativi, ho scelto il mio preferito, che alla fine è anche quello più semplice.

    Lo trovo un’ottima soluzione a livello allergologico, a livello ambientale e a livello economico.

    Ingredienti:

    – 2 litri di acqua

    -mezza saponetta grattugiata di sapone di Marsiglia

    -2 cucchiai di bicarbonato

    -a scelta, qualche goccia di olio profumato

    Procedimento:

    Faccio bollire i due litri di acqua e quando l’acqua bolle, spengo il fuoco ed aggiungo il sapone grattugiato. Mescolo ed aggiungo i due cucchiai di bicarbonato.

    Faccio riposare tutta la notte e la mattina 🌄🙋 lo frullo, in modo da poter eliminare tutti i grumi ed il gioco è fatto.

    Il mio detersivo è pronto.

    Buon handmade!

  • Non si butta niente!

    Ebbene sì, quante di voi fanno fatica a fare spazio nell’armadio?

    Presente. Sono una di quelle. Vuoi la pigrizia, vuoi il romanticismo, vuoi la tradizione familiare, vuoi le costellazioni… Ma la domanda è sempre: “e se poi mi serve? ”

    Allora ho deciso. Ci sono tante magliette nel mio cassetto che non metto più… Sai, dopo anni alcune si sono accorciate.

    Ho quindi pensato di unirle e farci una maglia lunga. Un copri costume da spiaggia. Insomma… Non si butta niente e quello che ho lo voglio valorizzare. Almeno gli dono l’ultima opportunità e perché no, una nuova rinascita.

    Penso anche fortemente che il donare sia una ottima soluzione, per tutti.

    Un mio amico ha guardato la Mia stanza del cucito e mi ha detto:”sai mi piace il tuo recycling, perché in realtà è un upcycling!” Mi sono commossa, perché è proprio quello che penso. D

  • Musica e cucito?

    Ebbene sì. Oggi mi sono ricordata di quando andavo all’Università e preparando un esame difficile avevo avuto la brillante idea(per me ovviamente) di mettere la musica.

    Cosa era successo? Ero concentratissima e da quel momento il mio rapporto con la musica è cambiato.

    Nei momenti di concentrazione metto sempre della musica.

    Sapete che mi sono accorta? Che mentre cucio non ho mai messo la musica.

    Oggi l’ho fatto ed è stato bellissimo.

    È stata la mia prima volta.

    È scientificamente provato che la musica aumenti la produttività nei lavori ripetitivi e a volte nel cucito ci sono molte parti ripetitive (ma ci piace lo stesso)

    Quindi mi sono chiesta se esista una musica adatta al cucito ed ho trovato un sito, che propone una Playlist per chi ama cucire.

    Devo dire che ho sentito i brani e li ho aggiunti immediatamente alla mia playlist.

    Vediamo come andrà.

    Voi ascoltate musica quando cucite?

    Buon cucito, fatto con amore.

  • Riciclo tavola da stiro

    Ebbene sì, la mia fedelissima e vecchia tavola da stiro, ha deciso di abbandonarmi.

    Era un regalo della mia mamma e non volevo buttarla, ma non potevo più utilizzarla.

    Allora ho pensato alla mia stanza del cucito e al fatto di avere tanti fili da mettere in ordine. Ho collegato le due cose et voilà, ho un nuovo dettaglio, molto carino e molto handmade, nella mia stanza preferita.

    Spero di poter trovare più tempo per poterla dipingere ed aggiungere qualche dettaglio in più.

    Voi come l’avete riciclata?

    Buon cucito e buon riciclo!

  • Mettere in ordine i ritagli di stoffa

    Necessario: ritagli di stoffa e rotolo carta scontrini

    Ebbene sì, dopo tanto tempo ho trovato la soluzione che non conoscevo.

    Ho la stanza del cucito piena di ritagli di stoffa e visto che sono una da #nonsibuttaniente, mi ritrovo sempre davanti alla stessa domanda: CHE CI FACCIO?

    Girando sul web, ho trovato la soluzione. Ho comprato dei rotolini per gli scontrini ed ho cominciato.

    Voi direte: perché? Perché puoi fare delle strisce tutte uguali (in base alla grandezza dello scontrino) e così avere tutto in ordine e all’occorrenza, utilizzare qualche striscia o tutte, per i nostri progetti.

    Io ho deciso di fare un copriletto e quindi me ne serviranno un pò.

    COME SI FA?

    Prendi un rotolino e scegli la misura del pezzo di carta sul quale vorrai lavorare. .

    Poi prendi i tuoi ritagli e vedi quelli che misurano qualche cm in più rispetto all’altezza dello scontrino.

    Comincia a cucire dal centro e poi allargati verso i lati e finisci la striscia.

    Questo sarà il retro del lavoro. Toglieremo la carta all’occorrenza.

    Buon cucito!

  • La storia del ditale

    fotografia presa dal web

    ditale s. m. [der. di dito]. – 1. Piccolo arnese di metallo, di osso, o di materia plastica, di forma troncoconica, punteggiato di lievi cavità, che si usa, nel cucire, a protezione del dito col quale si spinge l’ago; in Toscana è chiamato anello (da cucire).

    Il ditale mi ricorda i pomeriggi passati a casa della mia amata nonna Linda. Aveva la sua macchina da cucire sotto la finestra e poi si metteva sotto la finestra a cucire. Grazie alla bellissima luce che c’era, riusciva a cucire a mano, con il suo immancabile ditale.

    Quando ho cominciato a cucire io, devo essere sincera, ho usato pochissimo questo piccolo attrezzo, così vintage, così retro. Cucendo poi ho capito che il ditale è uno degli strumenti necessari per una vera sarta.

    Ho quindi deciso di dedicarmi di più al cucito a mano, che trovo una pratica sapiente ed elegante.

    Lo sapevate che esiste un regolamento per artigiani del ditale di Norimberga, datato 1537?

    La storia del ditale è antica e intorno al 1500 vennero creati i primi capolavori di ditali a Norimberga, anche se la sua storia è molto più antica. Sembra infatti che i primi ritrovamenti risalgano addirittura al Neolitico.

    Esistono varie tipologie di ditali, in base anche al tessuto da cucire.

    Troviamo quindi i ditali classici, quelli in metallo, in rame, quelli in pelle, quelli in silicone: l’obiettivo è sempre quello di non perdere mai l’ago.

    Ecco a cosa servono le imbutiture, i cosiddetti fori, ed impedire alla testa dell’ago di scivolare.

    Sbirciando su internet ho trovato anche un famoso museo del ditale, in Germania, dove troverete tante informazioni e curiosità:

    Buon cucito a tutti

  • Cubotto sensoriale sonoro

    Il cubotto sensoriale è un lavoro facilissimo e di riciclo di tessuti di precedenti lavori.

    In questo caso ho utilizzato una vecchia felpa gialla, un vecchio paio di jeans, una coperta Ikea ed altri tessuti.

    Ho utilizzato 6 quadrati 11cm*11cm, li ho Uniti insieme ed ho inserito l’imbottitura. All’interno dell’imbottitura ho messo delle campanelline, in modo che possa essere un gioco ancora più stimolante.

    Ho quindi un

    Una idea da realizzare velocemente, da cucire a mano o con la macchina.

    #nonsibuttaniente

  • Sole felice

    Questo è il mio sole felice.

    Ultimamente mi piace moltissimo realizzare dei Giochi di stoffa. Trovo che siano dei Giochi semplici e bellissimi. Guardando mia nipote, ho notato che in una camera colma di Giochi, lei sceglierà sempre quel piccolo dettaglio, che sia un tappo, che sia un pezzo di carta, con il quale si diventerà tantissimo e la sua creatività aumenta.

    Personalmente, ho sempre trovato i Giochi semplici, quelli più liberi, liberi dalle regole e dalle imposizioni.

    Quindi, ho Unito un pò di nastrini, due pezzi di stoffa, ho realizzato con la tecnica del free motion gli occhi, il naso e il sorriso et voilà! Il sole ☀ è pronto.

    Il procedimento è facilissimo.

    Scegli nastrini e taglia due cerchi di stoffa. I cerchi in questo caso hanno un diametro di 14 cm. Il volto l’ho realizzato con il piedino per il free motion.
    Ho messo i nastrini ed effettuato una cucitura lungo i bordi per tenere i nastrini fermi
    Poi ho messo dritto su dritto ed ho cucito, lasciando una apertura, dalla quale poi inseriremo una imbottitura, tipo quella dei cuscini, per renderlo morbido.
    Rigirato, imbottito e chiuso l’apertura con una cucitura invisibile.

    Il gioco è fatto, in tutti i sensi!!!!