La storia del ditale

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fotografia presa dal web

ditale s. m. [der. di dito]. – 1. Piccolo arnese di metallo, di osso, o di materia plastica, di forma troncoconica, punteggiato di lievi cavità, che si usa, nel cucire, a protezione del dito col quale si spinge l’ago; in Toscana è chiamato anello (da cucire).

Il ditale mi ricorda i pomeriggi passati a casa della mia amata nonna Linda. Aveva la sua macchina da cucire sotto la finestra e poi si metteva sotto la finestra a cucire. Grazie alla bellissima luce che c’era, riusciva a cucire a mano, con il suo immancabile ditale.

Quando ho cominciato a cucire io, devo essere sincera, ho usato pochissimo questo piccolo attrezzo, così vintage, così retro. Cucendo poi ho capito che il ditale è uno degli strumenti necessari per una vera sarta.

Ho quindi deciso di dedicarmi di più al cucito a mano, che trovo una pratica sapiente ed elegante.

Lo sapevate che esiste un regolamento per artigiani del ditale di Norimberga, datato 1537?

La storia del ditale è antica e intorno al 1500 vennero creati i primi capolavori di ditali a Norimberga, anche se la sua storia è molto più antica. Sembra infatti che i primi ritrovamenti risalgano addirittura al Neolitico.

Esistono varie tipologie di ditali, in base anche al tessuto da cucire.

Troviamo quindi i ditali classici, quelli in metallo, in rame, quelli in pelle, quelli in silicone: l’obiettivo è sempre quello di non perdere mai l’ago.

Ecco a cosa servono le imbutiture, i cosiddetti fori, ed impedire alla testa dell’ago di scivolare.

Sbirciando su internet ho trovato anche un famoso museo del ditale, in Germania, dove troverete tante informazioni e curiosità:

Buon cucito a tutti


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